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    <description-en></description-en>
    <description-it>Gioved&#236; 11 Marzo &lt;br/&gt;

Live @ INIT Club&lt;br/&gt;

Via della Stazione Tuscolana 133 Roma&lt;br/&gt;

apertura h 21,30  ingresso 12 euro&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

 

BABY DEE [Usa &#8211; Tin Angel]&lt;br/&gt;

Member of Current 93&lt;br/&gt;

www.myspace.com/theonlybabydee&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

 

Baby Dee (Cleveland, 1953) &#232; una cantante, performer e autrice di musica statunitense. Ha lavorato con Antony and the Johnsons, i Sex Pistols e diversi altri artisti della scena newyorkese.&lt;br/&gt;

Fra le sue collaborazioni pi&#249; recenti ci sono quelle con i Current 93 e Marc Almond, con i quali &#232; in tourn&#233;e dal 2007.  Dopo la straordinaria accoglienza ricevuta da  Safe Inside The Day nel febbraio 2008, Baby Dee ritorna con un nuovo album Book Of Songs For Anne Marie. L'album sar&#224; pubblicato in Europa da Tin Angel e in America da Drag City. &lt;br/&gt;

Mentre per l'album precedente Baby Dee si era avvalso dell'enorme aiuto ricevuto in fase di produzione da Will Oldham e Matt Sweeney, il nuovo album ha beneficiato della presenza rassicurante di Maxim Moston, membro della touring band di Antony &amp; The Johnson e arrangiatore di alcune canzoni. I nuovi brani, al contrario di quanto accaduto per  Safe Inside The Day, non sono presentati come una piece teatrale ma hanno, piuttosto, un aproccio strumentale con interventi strazianti che ruotano attorno all'interazione tra piano e arpa con una orchestrazione minimale.&lt;br/&gt;
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    <opening type="timestamp">Wed Feb 10 21:30:00 +0100 2010</opening>
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    <start-date type="datetime">2010-03-11T00:00:00+01:00</start-date>
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    <updated-at type="datetime">2010-03-09T10:37:04+01:00</updated-at>
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    <description-it>Venerd&#236; 12 Marzo &lt;br/&gt;

Live @ INIT Club&lt;br/&gt;

Via della Stazione Tuscolana 133&lt;br/&gt;

apertura h 21,30  ingresso 12 euro&lt;br/&gt;

Dalle 0,30 FREE ENTRY con &#8220;Lupercalia&#8221; dj set di Gianluca Polverari&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

GITHEAD [Uk &#8211; Colin Newman dei Wire]&lt;br/&gt;

www.myspace.com/githead&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

SLEEPING STATES [Uk &#8211; Bella Union]&lt;br/&gt;

www.myspace.com/sleepingstates&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

 

GITHEAD &lt;br/&gt;

Con 'Landing' (2009) i Githead giungono alla loro quarta pubblicazione (tre album e un Ep), un ruolino di marcia impressionante se si pensa che il gruppo &#232; nato appena 5 anni fa come side project di star della scena art punk, wave ed elettronica inglese e belga. I Githead sono del resto il prodotto di tre autentiche teste pensanti, personaggi che con le rispettive attivit&#224; soliste - od in gruppo - hanno rivoluzionato le fondamenta della wave inglese, dell'elettronica e del rock che incontra la musica etnica.&lt;br/&gt;

I Githead sono Colin Newman degli art punk Wire, i belgi Malka Spigel e Max Franken della seminale wave band Minimal Compact e Robin Rimbaud, conosciuto nell'ambiente elettronico indie con il monicker di Scanner. I Githead con 'Landing' hanno trovato la cosiddetta quadratura del cerchio, il loro album pi&#249; accessibile, pop, ma pur sempre interessato a quell'intreccio stilistico tra rock ed elettronica. I quattro Githead hanno iniziato a suonare insieme nel 2004, pubblicando il loro primo Ep 'HeadGit' nello stesso anno. A seguire nel 2005 esce il loro album di debutto, 'Profile', e nel 2007 'Art Pop', album manifesto di quello che i quattro hanno creato durante le proprie carriere. &lt;br/&gt;

Ci sono una serie di distinti elementi in campo: il senso melodico di Newman e Rimbaud - oltre al loro approccio chitarristico di impronta minimale - la sezione ritmica tonante di Spigel e Franken, e quelle preziose tessiture che allargano in maniera organica le maglie dei brani creando un effetto ipnotico. Sofisticati eppure in grado di liberare un originale furore pop, i Githead sono il prototipo di come il post-punk sia capace di rinnovarsi anche ai giorni nostri.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

SLEEPING STATES&lt;br/&gt;

Markland Starkie, aka Sleeping States, &#232; un catautore folk londinese trasferitosi a Bristol che ha da poco pubblicato 'In The Garden of The North', a due anni di distanza da 'There the Open Spaces'.&lt;br/&gt;

Starkie &#232; a poco &#232; approdato su Bella Union, propriet&#224; del suo idolo Simon Raymonde (Cocteau Twins), e dunque i numeri della cabala sono sul piatto. 'In The Garden of the North', terzo lavoro sotto la sigla Sleeping States, sar&#224; ricordato come il disco con il quale un promettente act dell'underground folk londinese si &#232; misurato con quanto maturato fin'ora uscendone con stile e personalit&#224; invidibali. Sleeping States chiude un cerchio iniziato nel 2004 sbocciando da bedroom folkster a crooner crepuscolare perso nel tempo tra qualche landa del Post War Dream e l'immediatezza dei migliori folkster DIY della sua generazione. Se gli inizi erano puramente indie folk le nuove canzoni portano a destinazione le fascinazioni esotiche da teen idol dei primi Sessanta a lungo covate. Parliamo dell&#8217;American Graffitti, dell&#8217;Elvis cinematografico, delle serenate Doo Wop e di tutto un immaginario esotico che nella corde di Starkie si trasforma in un manifesto di zuccherosa solitudine. In pratica &#232; come se avessimo a che fare con un Patrick Wolf rinunciatario del suo amore per Marc Almond e per i modi dell&#8217;Elvis di 'Blue Moon'.&lt;br/&gt;
E un talento cos&#236; non poteva rimanere segreto nelle maglie dell'underground a lungo. Amici come Simon Taylor-Davis dei Klaxons e Ed Droste dei Grizzly Bear lo hanno spinto in pi&#249; di un occasione in questi tre anni, sia attraverso Pitchfork sia con vere e proprie dichiarazioni d&#8217;amore.&lt;br/&gt;</description-it>
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    <opening type="timestamp">Thu Jan 28 21:30:00 +0100 2010</opening>
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    <start-date type="datetime">2010-03-12T00:00:00+01:00</start-date>
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    <updated-at type="datetime">2010-03-01T09:45:07+01:00</updated-at>
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    <created-at type="datetime">2010-02-10T09:36:58+01:00</created-at>
    <description-en></description-en>
    <description-it>Sabato 13 Marzo &lt;br/&gt;

Live @ INIT&lt;br/&gt;

Via della Stazione Tuscolana 133  Roma&lt;br/&gt;

apertura h 23,00  ingresso 10 euro con consumazione&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

BLUEROOM140&lt;br/&gt;

www.myspace.com/blueroom140&lt;br/&gt;

 

presenta&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

SHOWCASE M_REC&lt;br/&gt;

 

MAX_M &lt;br/&gt;

www.myspace.com/maxmrec&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

BHONZ&lt;br/&gt;

www.myspace.com/thebhonz&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

GIULIO MARESCA&lt;br/&gt;

www.myspace.com/giuliomaresca&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

 

 

 

Continua il viaggio di Blueroom140 tra l realt&#224; pi&#249; significative del suono techno internazionale. La nuova tappa di questo sabato 13 marzo 2010 &#232; idealmente Milano, citt&#224; dove ha sede la M_Rec, etichetta del settore che si sta facendo conoscere per le interessantissime e originali produzioni. Sono proprio i suoni della label italiana i protagonisti della notte dell&#8217;Init di Roma per uno showcase assolutamente da non perdere.&lt;br/&gt;

 

Max_M &#232; un dj e produttore attivo da dieci anni sulla scena techno. Fortemente influenzato dalle produzioni di Underground Resistance e altri personaggi di Detroit e Birmingham, ha trovato al sua strada riuscendo a creare un suono dark-techno unico nel suo genere. Il successo e la qualit&#224; delle sue produzioni lo hanno portato a farsi conoscere cos&#236; in tutto Europa.

Nel 2000 ha quindi fondato la sua label, la M_Rec, e nel 2008 ha iniziato la sua collaborazione con la Impact Mechanics Records di Chicago.&lt;br/&gt;

 

 

 &lt;br/&gt;

Bhonz ha iniziato a sperimentare i suoni dell&#8217;elettronica da giovanissimo, influenzato da un suono old school e dalla techno di Detroit. Dal 2006 &#232; entrato a far parte del progetto techno milanese Movement. Le sue performance e i suoi live soprattutto sono caratterizzati da uno  stile funky/detroit. &lt;br/&gt;Negli ultimi anni si &#232; imposto sulla scena internazionale dividendo la consolle con artisti del calibro di Robert Hood, DJ Bone, Juan Atkins, T-1000, Recyver Dogs and Ben Sims.</description-it>
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    <opening type="timestamp">Mon Mar 01 23:00:00 +0100 2010</opening>
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    <updated-at type="datetime">2010-03-04T17:26:42+01:00</updated-at>
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    <description-it>Norbert M&#246;slang &lt;br/&gt;

Cracked-everyday electronics&lt;br/&gt;

Marted&#236;  16 Marzo h. 22:00 &lt;br/&gt;

&lt;br/&gt;


INIT.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;


 

Ingresso concerto 10eu &lt;br/&gt;

Abbonamento (retrospettiva + catalogo + concerto Norbert M&#246;slang) 30eu&lt;br/&gt;

Info e prenotazioni&lt;br/&gt;

www.complusevents.com&lt;br/&gt;

info@complusevents.com&lt;br/&gt;

333 735 89 83 - 331 2156776&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;

 

Norbert M&#246;slang &#232; nato a St.Gallen nel 1952, suona da oltre 30 anni impiegando principalmente un set di dispositivi elettronici, manipolati e amplificati. Componente del duo svizzero Voice Crack, scioltosi nel 2002, il quale per Alan Licht, &quot;Fu una delle migliori esperienze rumoriste degli anni &#8217;80 e &#8217;90&quot;.         &lt;br/&gt;                 

  Insieme con Andy Guhl, l&#8217;altra met&#224; dei Voice Crack, ha aperto la strada al Hardware-Hacking; manipolando oggetti elettronici di uso quotidiano con l&#8217;intento di creare inimmaginabili suoni durante le loro performances audiovisive. Una volta attivato e amplificato, il mondo del suono dentro questi oggetti fa a pezzi le abitudini culturali connesse al modo in cui solitamente ascoltiamo i suoni.              &lt;br/&gt;

  Jim O&#8217;Rourke, stilando sulla rivista Artforum (gen 2009) i dieci migliori film che aveva visto, inser&#236; il film di Peter Liechti sul duo, Kick The Habit, 1989, che verr&#224; proiettato all&#8217;interno della retrospettiva &#8220;Peter Liechti: A cinematic poetics of resitance&#8221; al Nuovo Cinema Aquila (17-21 marzo).  &lt;br/&gt;       

   Indimenticabile la loro partecipazione alla 49&#170; Biennale di Venezia, 2001, dove all&#8217;interno della chiesa di San Stae presentarono l&#8217;installazione &#8220;Sound Shifting&#8221;. In questa opera di sound art i movimenti della citt&#224;, cio&#232; i rumori da essa prodotti nelle profondit&#224; del Canal Grande, venivano rilevati live mediante un idrofono sistemato sott'acqua e diffusi nella chiesa utilizzandone lo spazio come cassa di risonanza. Un computer gestiva e controllava il suono per mezzo di una funzione random. Come artista solista, Norbert M&#246;slang continua ad esplorare i percorsi della sperimentazione sonora. Sovente collabora con altri illustri musicisti dediti alla ricerca sonora e all&#8217;improvvisazione, come Poire_z, Borbetomagus, Jason Kahn, Otomo Yoshihide, G&#252;nter M&#252;ller, eRikm, J&#233;r&#244;me Noetinger, Lionel Marchetti, Jim O'Rourke, Aube, Florian Hecker, Oren Ambarchi. &lt;br/&gt;

M&#246;slang si &#232; distinto anche nell&#8217;ambito delle arti visive realizzando installazioni, multipli e curando per il museo di St. Gallen il progetto ELECTRONIC MUSIC ARCHIVE chiedendosi &#8220;A che cosa assomiglia realmente la musica elettronica?&#8220; e inserendo vari enunciati e manufatti artistici che rispondevano all&#8217;altrettanto perentoria questione &#8220;C&#8217;&#232; un futuro per gli archivi come luogo per la memoria culturale?&#8221;. Altrettanto fondamentale &#232; la sua collaborazione con Peter Liechti che lo vedr&#224; realizzare la musica per Senkrecht/Waagrecht, Hans im Gl&#252;ck e The Sound of the Insects &#8211; Record of a Mummy. &lt;br/&gt;

In questa occasione unica per Roma, M&#246;slang si cimenter&#224; con la cosidetta tecnica cracked everyday-electronics &#8220;Se osservate per esempio sul tavolo (il tavolo &#232; riempito di parti elettroniche rotte). Se mettete questo apparecchio (un piccolo dispositivo che si trova negli ospedali) sul vostro corpo sentirete alcune vibrazioni sul corpo. Se inserite una certa elettricit&#224; in esso sentirete un palpitante ronzio. Questo &#232; un cracked everyday-electronic&#8221;. &lt;br/&gt;</description-it>
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